Applicazione ambientalista delle “Leggi Fondamentali della stupidità umana “opera magna di Carlo M. Cipolla :
“gli stupidi sono quelli che fanno sistematicamente male agli altri ed a se stessi”.
Vorrei iniziare ringraziando un caro amico psicologo che un giorno disse, non ricordo bene a quale proposito, “io, anche se ho certezza di come risolvere un problema, non lo faccio mai fino a quando non ho trovato la soluzione per il problema che, inesorabilmente ne prenderà il posto”
Ho trascorso gli ultimi tempi ad osservare ciò che sta accadendo, mi riferisco alla questione pandemica associata a quella ambientale, considerate per alcuni aspetti le due facce della stessa medaglia in un contesto internazionale.
Ne 2019 il mondo si trovava in una situazione molto complessa che vedeva la Cina protagonista di un fenomeno espansivo apparentemente inarrestabile, una Russia in Declino ed un’America (USA) alla ricerca di una via per la ripresa da un’economica stagnante derivante da uno sbilanciamento commerciale con l’Europa (Germania), con la Cina, India, Giappone e da altri player energetici internazionali, dai quali aveva da poco iniziato a difendersi tassando le importazioni.
Verso la fine dell’anno un virus letale aveva iniziato ad infettare la popolazione di una città cinese e da lì, nonostante il duro contenimento immediatamente applicato dal governo, espatriava velocemente nel resto del mondo iniziando, in particolare, dal nostro Paese
Come accade quasi sempre un problema consente sempre una visione binaria, una negativa collegata al danno ed una positiva collegata alla sua riparazione che può anche essere una straordinaria occasione di business, nel caso specifico politico ed economico.
Si inizia a mettere in relazione la pandemia con il degrado ambientale e, approfittando delle buone intenzioni di una giovane adolescente che in un angolo delle strade svedesi protestava per l’inquinamento ambientale, “casualmente era venuta alla ribalta mediatica”, iniziava con opportuno sostegno mediatico un percorso teso a trascinare milioni di giovani ad una protesta globale, tutti in marcia con il dito puntato verso il modo adulto ritenuto responsabile della devastazione del loro futuro.
Non si sa bene chi sia stato il primo ad indicare come male assoluto l’anidride carbonica (CO2) prodotta dall’uomo bruciando carbone Cina, India, Germania, Polonia, per la produzione di energia elettrica, per i processi industriali. Molto meno avviene per il mondo petrolifero (USA, Regno Unito, Norvegia, Venezuela, Paesi del Golfo, ecc.) Viene presentata dal mondo scientifico una tabella dei gas serra (CH4, Nox, Ozono, CO2) ritenuti responsabili del cambiamento climatico che, stranamente, non riporta la presenza del principale gas serra costituito dal “Vapore Acqueo (H2O)” che è di gran lunga in aria superiore sia in peso, che in volume, con capacità di assorbimento e restituzione del calore nettamente prevalente su tutte le sostanze. Basta, infatti, dedicare un po’ di attenzione ai report della scienza consolidata per verificare quanto sopra. Inutile dire che, per quanto l’uomo bruci, il vapore acque prodotto è un infinitesimo irrilevante rispetto all’evaporazione oceanica e dell’umidità del suolo terrestre. Per farla breve, in aria i gas serra CH4, Nox, Ozono, CO2 sono presenti in percentuali in peso che possono nel complesso variare dallo 0 al 4%, mentre il valore del vapore acque può essere presente in peso dallo 0% al 26% in peso, ma in volume dal 35% al 65% raggiungendo molto spesso in alcune zone/periodi l’80%.
Nonostante questo si è scatenata una guerra mediatica contro l’anidride carbonica (CO2) che, guarda caso, vedono la Cina come maggiore responsabile essendo il più grande consumatore di carbone per le proprie industrie, ma anche l’India e la Germania. Non si risparmia neanche la Russia per via del Metano del permafrost siberiano, peraltro principale fornitore europeo di questo gas.
All’orizzonte una cura la cura del male: bruciare idrogeno (H2). Questo elemento è il più presente in natura, ma sempre collegato ad altri elementi chimici, in particolare nell’acqua (H2O) ma il legame con l’ossigeno è fortissimo e l’energia necessaria per separarlo dall’ossigeno è molto elevata. Se come materia prima si usa il metano (CH4) il processo è più vantaggioso perché il legame con il carbonio è notevolmente più debole di quello con l’Ossigeno. Questo può spiegare bene perché la Germania si sia, per reazione, dotata dopo una lunga trattativa con gli USA di un proprio gasdotto sottomarino (Nord Stream 2) posato in acque internazionali collegato con i giacimenti russi. Una lunga partita prima di sottrarsi dalla mano stretta al collo da parte del governo americano: la Germania è un competitor/partner economico/ strategico sotto stretta osservazione militare con oltre 13.000 presenze stabili in basi distribuite sull’intero territorio.
Non si può non citare che l’Idrogeno si può produrre anche con altri procedimenti, lo si fa da sempre con processi di reforming catalitico: si riscalda in ambiente confinato un volano termico costituito da refrattari portandolo ad altissima temperatura bruciando metano/GPL/benzina ecc. ed insufflando successivamente negli interstizi, al termine del riscaldamento, vapore d’acqua surriscaldato. Si produce una miscela d’idrogeno al 64% in volume, CO, CO2 e residuo vapore saturo. Tutto questo con elevato dispendio di energia, consumo d’ossigeno ed ulteriore lavoro per la separazione del CO, CO2 e vapori residuali per renderlo utilizzabile all’uso. L’Idrogeno può anche essere prodotto mediante un processo di elettrolisi utilizzando energia elettrica a tensione continua, ma per un bilancio ambientale sostenibile occorre che la produzione dell’elettricità avvenga mediante energia rinnovabile per evitare di consumare derivati del carbone ed ossigeno, quest’ultimo da considerare risorsa da preservare, essendo presente in volume in aria soli per il 21% .
La Germania, in particolare la BMW, ha investito patrimoni di riguardo per la mobilità elettrica mediante celle a combustibile, dove a richiesta l’energia elettrica viene fornita mediante un processo catalitico inverso mediante utilizzando idrogeno stoccato in micro serbatoi ricaricabili a pressioni e temperature che non possono che destare perplessità ai fini della sicurezza.
In un modo o nell’altro, verremo costretti dalle nuove politiche planetarie ambientali a sostituire gli attuali mezzi di trasporto, gli apparecchi multimediali in dotazione, gli elettrodomestici, a rivedere la struttura energetica delle case e chi più ne ha più ne metta, senza alcuna certezza rispetto al contenimento dell’aumento della temperatura media dell’aria. L’unica certezza che i competitors produttivi non in grado di conformarsi ai nuovi standards di sostenibilità ambientale verranno messi in seria difficoltà perché non saranno più il prezzo e la qualità intrinseca del prodotto gli elementi vincenti, ma nuovi sistemi produttivi obbligatori: un modo singolare, “ecologico”, di gestire la concorrenza, destinato a generare enormi tensioni nel mondo.
A queste tensioni, ciliegina sulla torta, si aggiungeranno quelle connesse alla diffusione dell’intelligenza artificiale che con una “discutibile” promessa di benefici, produrrà senza dubbio problemi sociali per i quali non si conoscono al momento soluzioni non avendo nessuno coscienza materiale dei problemi stessi.
Questa è l’essenza del pensiero che ho citato all’inizio: si procede senza vere alcuna idea delle reazioni ad una “sostenibilità ambientale obbligata” che cancellerà milioni di posti di lavoro, identità professionali, ruoli sociali, minando la pacifica convivenza dei popoli accentuando problemi socio economici già esistenti.
La cura, realmente, potrebbe essere peggiore della malattia (la stupidità) perché mettere all’angolo per motivi ambientali Cina, Russia, India e contenere l’espansionismo economico tedesco e quello di molti altri players produrrà tensioni pericolose difficilmente sedabili, perché occorre ricordare, che “ad ogni azione, corrisponde sempre una reazione uguale e contraria”
Abbiamo analizzato le profondità dei ghiacciai e, con scarsa attendibilità, le concentrazioni di alcuni gas serra che, comunque non superano il 4% in peso nell’aria, osservato che il clima sta cambiando, ma questo non ci dà alcuna certezza del fatto che sia stato l’uomo a generare con le sue attività la sua mutazione. Nulla sappiamo ancora con certezza delle variazioni delle forze gravitazionali cosmiche, forze in grado di produrre variazioni orbitali ed assiali della terra, come anche assai poco delle conseguenze delle variazioni elettromagnetici del nucleo terrestre, della diversità delle emissioni termiche delle single piattaforme geotermiche, in particolare di quelle sottomarine.
Nulla da dire sul fatto di consumare di meno, d’inquinare di meno, di preservare di più il patrimonio vegetale, delle benefiche azioni per la difesa delle acque e dell’aria, ma da qui a trasformare un fenomeno che ha ripetizioni infinite nel ciclo delle ere terrestri alla sola responsabilità umana non so come definire, stupidità o ……